Convegno di studi a cura di Archivio nazionale cinematografico della Resistenza e Università di Torino
In collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema
Torino, Polo del ‘900 – Università di Torino – Cinema Massimo (MNC)
9-10 dicembre2026
Scadenza presentazione proposte 20 settembre 2026
Il convegno intende indagare il modo in cui il cinema italiano dell’immediato secondo dopoguerra ha rappresentato il mondo dell’infanzia in una fase storica segnata dalla devastazione materiale e morale del conflitto, dall’occupazione nazi-fascista di parte del territorio, dalla consistente presenza delle truppe anglo-americane, e dall’avvio faticoso della ricostruzione. In quegli anni il cinema si afferma come uno degli strumenti privilegiati di riflessione sulla realtà contemporanea, contribuendo a costruire un immaginario collettivo capace di restituire la complessità sociale del Paese. Il periodo è tradizionalmente identificato con l’affermazione del Neorealismo, una corrente che rifiuta il formalismo e l’evasione del cinema degli anni Trenta per rivolgersi alla vita quotidiana, ai margini sociali, ai volti e ai luoghi della povertà urbana e rurale. Registi come Roberto Rossellini, Luchino
Visconti, Vittorio De Sica, Pietro Germi e altri scelgono di raccontare l’Italia reale, spesso utilizzando attori non professionisti e ambientazioni naturali, dando voce a soggetti fino ad allora esclusi dalla rappresentazione cinematografica.
All’interno di questo quadro, la figura del bambino assume un ruolo centrale e fortemente simbolico. L’infanzia diventa uno specchio privilegiato delle contraddizioni del dopoguerra: innocenza e trauma, speranza e disillusione, bisogno di protezione e precoce assunzione di responsabilità. Attraverso film come Roma città aperta, Paisà, Ladri di biciclette, Sciuscià, Germania anno zero, il cinema neorealista restituisce l’immagine di un’infanzia segnata dalla guerra e dalle sue conseguenze: lavoro minorile, assenza di istruzione, marginalità sociale, orfani e famiglie spezzate. Lungi da ogni sentimentalismo, queste opere adottano uno sguardo partecipe ma rigoroso, che trasforma la rappresentazione dei bambini in una potente denuncia civile e in una riflessione profonda sul futuro del Paese.
Se il Neorealismo costituisce senza dubbio il baricentro riconosciuto di questa stagione, una ricognizione dell’intera produzione del periodo mostra tuttavia come la figura del bambino attraversi l’intero sistema cinematografico del dopoguerra. L’infanzia è al centro del melodramma popolare (Taxi di notte, La mano della morta), della commedia (Il monello della strada), dei film sui bambini prodigio e il divismo infantile (La grande aurora), dell’agiografia (Cielo sulla palude), dell’adattamento letterario (Senza famiglia, Cuore, Le avventure di Pinocchio), della satira di costume (Prima comunione), del documentario d’autore (Verso la vita, Bambini in città), fino ai numerosi titoli meno noti e ancora poco studiati (O.K. John!, La mascotte dei diavoli blu, Briscola, Angelo tra la folla). Vi trovano spazio anche temi che il canone neorealista tende a rimuovere, come quello dei “figli della guerra” nati durante l’occupazione alleata. Proprio questa pervasività trasversale — la capacità della figura infantile di scavalcare la frattura tra Neorealismo e cinema popolare di genere — costituisce una delle principali ipotesi di lavoro del convegno, che sollecita uno sguardo esteso all’intero campo della rappresentazione dell’infanzia, oltre i titoli più canonici.
Il convegno si propone dunque di analizzare il rapporto tra cinema, infanzia e società nel dopoguerra italiano, interrogando le immagini filmiche come fonti storiche e culturali capaci di illuminare una fase cruciale della storia nazionale e di restituire, attraverso lo sguardo dei più piccoli, la misura della ricostruzione materiale e morale dell’Italia.
Le prospettive che seguono, elencate a titolo orientativo e non esaustivo, intendono suggerire alcuni possibili terreni di ricerca:
Cinema, storia,società
- Cinema e infanzia come fonte storica: i film come documenti per analizzare e
rileggere la storia del dopoguerra. - Cinema e ricostruzione: il contributo del cinema alla rielaborazione collettiva del
conflitto e alla costruzione di un nuovo immaginario nazionale a partire dai
personaggi bambini. - I traumi della guerra raccontati dal cinema: rapporto tra memoria, infanzia e
rappresentazione. - Bambini e bambine come vittime, attori e spettatori.
- Corpi marcati: razza, illegittimità, stigma. I “figli della guerra” e le ansie postbelliche
su identità, purezza e appartenenza, con Il mulatto di De Robertis come caso
paradigmatico ancora poco esplorato. - Genealogie: come il cinema ha raccontato il rapporto tra l’infanzia e il mondo degli
adulti, ribaltando stereotipi e creando scenari simbolici per comprendere la realtà del
dopoguerra.
Pratiche produttive,critica e reazioni del pubblico
- Pratiche registiche e bambini attori:metodi di lavoro di registicomeVittorioDe Sica,
Roberto Rossellini e altri; modelli narrativi legati alla recitazione infantile. - Ricezionecriticaepubblicadeibambiniattori:illorosuccesso,ildiscorsodella critica
coeva, le strategie promozionali.
Educazione e pubblico
- Le istituzioni educative e i modelli di formazione: il bambino come oggetto di
formazione civile e i suoi agenti istituzionali — l’aula e il maestro-modello di Cuore
e l’eredità deamicisiana, il suo rovescio nella pedagogia negativa di Germania anno
zero,ilriformatoriocomecontro-scuolacoercitivainSciuscià, l’istituto-oratoriodella
formazione caritativa in Proibito rubare; sullo sfondo, la scuola italiana del
dopoguerra tra defascistizzazione dei programmi, eredità della riforma Gentile e
conflitto Chiesa/Stato sull’istruzione. - Religione, rito, santità: l’infanzia come posta in gioco della formazione religiosa e
della devozione popolare; il pellegrinaggio e il miracolo in La porta del cielo,
l’agiografia della bambina-martire in Cielo sulla palude, la satira del rito e della
famiglia borghese in Prima comunione. - Gli spettatori bambini: funzione educativa del cinema, rapporti tra cinema e scuola,
politiche di fruizione
Oltre il neorealismo
- Il bambino oltre il canone realista: la circolazione della figura infantile nei generi —
melodramma, commedia, adattamenti letterari — come territorio di verifica
dell’ipotesi che l’infanzia attraversi l’intero sistema produttivo del cinema italiano
dell’immediato dopoguerra e non soltanto la corrente neorealista. - Si auspicano contributi su registi e su film meno studiati e su rappresentazioni
dell’infanzia fuori da Roma: il sud rurale, il nord industriale, le aree di confine, lecittà
portuali. Sono apprezzate proposte di studio filologico-archivistico dei titoli meno
studiati, a partire da fonti primarie e materiali conservati presso archivi e cineteche. - Documentari e cinegiornali: accanto ai film a soggetto s moltiplicano i cinegiornali e
i documentari (anche per esempio girati dalle truppe alleate) dedicati all’infanzia
italiana, in cui il registro di rappresentazione è spesso esplicitamente propagandistico
o assistenziale.
Forme dello sguardo e dispositivi di enunciazione
- L’infanzia come principio di organizzazione dello sguardo e del racconto:
focalizzazione, punto di vista, altezza e mobilità della macchina da presa, uso del
volto, della voce, del silenzio e della reazione infantile. - Il bambino come testimone, mediatore affettivo, figura allegorica e operatore di
realtà; la tensione tra la concretezza del corpo infantile e la sua sovradeterminazione
simbolica, nonché le implicazioni etiche dello sguardo adulto sul bambino (e
viceversa).
Anche le bambine ci guardano
- Si auspicano studi sulla rappresentazione di bambini e bambine, sulle differenze di
ruoli, sulle presenze e assenze, sulle figure materne e paterne anche in prospettiva di
gender studies.
Dimensione internazionale
- Circolazione e ricezione all’estero dei film italiani sull’infanzia e viceversa
- Confronto con le cinematografie francese, tedesca e britannica dello stesso periodo
Cinema amatoriale e memoria privata
- Homemovies,film di famiglia come narrazione altra
Censura e produzione
- Analisi di carte di produzione e documenti di censura sui contenuti relativi
all’infanzia (povertà, violenza, criminalità minorile ecc.).
Le proposte, corredate da titolo, abstract (max 500 parole) e da una breve biografia, dovranno essere inviate in file Word a archiviocinemaresistenza@gmail.com entro il 20 settembre 2026. Notifica di accettazione delle proposte entro il 30 settembre.
Il convegno si svolgerà il 9-10 dicembre 2026 a Torino, nelle sale del Polo del ‘900 e presso l’Università. Il programma si articolerà in panel suddivisi su due giornate e prevederà, il 9 dicembre 2026, una serata di proiezioni di film.
Le proiezioni si terranno presso il cinema Massimo (Museo Nazionale del Cinema di Torino).
