Biblioteca Renzo Renzi, Piazzetta Pasolini 3B
L’AIRSC presenta l’undicesima edizione della Giornata di Studio Storia & Storie.
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La giornata di studi “L’Italia di provincia. Vancini, Zurlini e gli altri” intende indagare le rappresentazioni della provincia italiana a partire dal secondo dopoguerra, con particolare attenzione al passaggio dal neorealismo al cinema degli anni Cinquanta e Sessanta e alle trasformazioni della società italiana durante il miracolo economico. L’arco cronologico potrà estendersi agli anni Settanta e accogliere, in funzione genealogica, opere precedenti alla fine della guerra, a partire da Ossessione (1943) di Luchino Visconti. Assunta non soltanto come spazio geografico, ma come categoria storica, culturale, sociale e simbolica, la provincia costituisce un osservatorio privilegiato per leggere le contraddizioni della modernizzazione italiana. Luogo della persistenza delle tradizioni e delle gerarchie sociali, ma anche teatro di cambiamenti, desideri di emancipazione e conflitti generazionali, essa si configura come uno spazio ambivalente: insieme luogo di appartenenza e di esclusione, di memoria e di rimozione, di immobilità e di trasformazione.
Un primo asse del convegno riguarda il rapporto fra cinema e storia. La provincia può essere considerata un punto di osservazione privilegiato per interrogare il modo in cui i grandi processi della storia italiana si inscrivono nella vita quotidiana delle comunità locali. Il fascismo, la guerra, la Resistenza, la ricostruzione, la nascita della Repubblica, le migrazioni interne, il miracolo economico, le trasformazioni del lavoro e della famiglia, le contestazioni degli anni Sessanta e Settanta costituiscono altrettanti momenti attraverso cui studiare il rapporto fra storia nazionale e vicende individuali. Particolare attenzione potrà essere dedicata alle memorie locali, alle forme del silenzio e della rimozione, alla persistenza dei poteri e delle gerarchie sociali, nonché alle modalità con cui il cinema rielabora criticamente il passato e contribuisce alla costruzione della memoria pubblica.
In questo quadro, l’opera di due autori di cui si festeggia il centenario della nascita offre un riferimento centrale. Per Vancini in La lunga notte del ’43 (1960), Ferrara diventa il luogo in cui la violenza fascista, le responsabilità individuali e la memoria della guerra si intrecciano con la vita quotidiana della comunità. In Le stagioni del nostro amore (1966), il percorso individuale del protagonista si confronta con le trasformazioni politiche e culturali del Paese. Anche il cinema di Valerio Zurlini offre prospettive significative. In Estate violenta (1959), ambientato nell’estate del 1943, la guerra e il crollo del regime fascista costituiscono lo sfondo di una vicenda in cui desiderio, responsabilità e convenzioni sociali entrano in conflitto. In La ragazza con la valigia (1961) le differenze di classe, la mobilità e le difficoltà di emancipazione individuale permettono di leggere le contraddizioni della società italiana del dopoguerra attraverso le esperienze dei suoi personaggi.
Accanto a questi autori, la giornata di studi intende accogliere contributi dedicati ad altre figure e opere del cinema italiano, dal neorealismo in avanti. Film come La provinciale di Mario Soldati (1953), I vitelloni di Federico Fellini (1953), Il posto di Ermanno Olmi (1961), Divorzio all’italiana di Pietro Germi (1961) e Il maestro di Vigevano di Elio Petri (1963) consentono di esplorare ulteriori declinazioni dello spazio provinciale, dalle relazioni di genere alle trasformazioni del lavoro, dal conformismo sociale alle nuove aspirazioni individuali.
Un secondo asse riguarda il rapporto fra cinema e altri media. La provincia del dopoguerra è infatti anche uno spazio di circolazione e di produzione delle immagini e delle informazioni: la fotografia documentaria e familiare, la stampa locale e nazionale, la radio, i cinegiornali, i documentari, la televisione contribuiscono a definire la percezione dei luoghi, a diffondere modelli culturali e a costruire memorie condivise. La giornata di studi intende pertanto interrogare le relazioni fra i diversi linguaggi mediali, le loro specifiche modalità di rappresentazione della provincia e il loro ruolo nei processi di trasformazione sociale e culturale.
Allo stesso modo, merita particolare attenzione il dialogo fra cinema e letteratura. Romanzi, racconti, sceneggiature e adattamenti cinematografici costituiscono un terreno privilegiato per studiare la costruzione di paesaggi, comunità e identità locali, nonché le diverse modalità attraverso cui la provincia diventa oggetto di memoria, osservazione critica e rappresentazione artistica. Il rapporto fra Giorgio Bassani e Florestano Vancini, fra Alberto Moravia e Mario Soldati, fra Vasco Pratolini e Valerio Zurlini, così come il mondo narrativo di Lucio Mastronardi, offre alcune possibili direttrici di ricerca.
Saranno particolarmente apprezzati contributi, anche interdisciplinari, che affrontino da un punto di vista storico e/o storiografico uno o più dei seguenti temi:
Cinema, storia e memoria
- – La provincia nel cinema italiano dal neorealismo agli anni Settanta.
- – Fascismo, guerra, Resistenza e ricostruzione: esperienze locali e storia nazionale.
- – La nascita della Repubblica, la memoria del conflitto e le continuità del potere nei centri provinciali.
- – Microstoria, storia sociale e rappresentazione cinematografica delle comunità locali.
- – Il boom economico, le migrazioni interne, l’industrializzazione e le trasformazioni del territorio.
- – I conflitti politici e sociali, i movimenti studenteschi e operai e le trasformazioni culturali degli anni Sessanta e Settanta.
- – Il cinema come fonte per la storia e come forma di interpretazione e riscrittura del passato.
Provincia, società e rapporti di genere
- – La provincia come spazio geografico, paesaggio e immaginario.
- – Rapporti di genere, condizione femminile, sessualità, matrimonio, reputazione e controllo sociale.
- – Giovani, generazioni, desiderio di fuga, mobilità e conflitti familiari.
- – Classi sociali, lavoro, istruzione, piccola borghesia e trasformazioni economiche.
- – Religione, politica, istituzioni locali e forme del conformismo comunitario.
- – Differenze territoriali fra Nord e Sud, aree rurali, centri industriali e località turistiche.
- – Marginalità, esclusione, migrazioni e identità non conformi.
Cinema, media, letteratura
- – Fotografia documentaria, fotografia familiare e costruzione della memoria locale.
- – Radio, stampa e comunicazione di massa nella provincia del dopoguerra.
- – Cinegiornali, documentari e rappresentazioni audiovisive del lavoro, del paesaggio e della vita quotidiana.
- – La televisione e la diffusione di nuovi modelli culturali e comportamentali.
- – Rapporti fra cinema, fotografia, radio e televisione nella costruzione dell’immaginario provinciale.
- – Archivi audiovisivi, fondi fotografici, materiali d’epoca e fonti per la storia culturale.
- – Dialetti, voci, suoni, musica e paesaggi sonori della provincia.
- – Forme del realismo, commedia, melodramma e altre modalità di rappresentazione dei territori provinciali.
- – Adattamenti, riscritture e dialoghi fra cinema e letteratura.
L’elenco è da intendersi come orientativo e non esaustivo. Saranno prese in considerazione anche proposte che affrontino prospettive non esplicitamente indicate, purché pertinenti al tema del convegno.
Organizzazione, sede e data
L’edizione di Storia & Storie 2026 avrà luogo presso la biblioteca Renzo Renzi, Cineteca di Bologna, Piazzetta P. P. Pasolini 3B, il giorno 1 dicembre 2026. Il programma definitivo verrà reso noto entro il 25 novembre 2026: tutte le informazioni utili saranno pubblicate sul sito dell’associazione (www.airsc.org).
Contatti
Per partecipare occorre inviare una proposta (max 300 parole), corredata da una breve biografia, entro e non oltre il 17 novembre 2026 all’indirizzo: storiaestorie.airsc@gmail.com.
Le proposte saranno vagliate dal Comitato Scientifico del convegno, composto dai membri del Direttivo AIRSC e dagli storici Paolo Mattera, Mariangela Palmieri, Stefano Pisu della SISSCO; è assicurata la risposta ai proponenti entro il giorno 21 novembre 2026.
