Pubblicata la nuova call for papers per il n. 31 della Rivista “Immagine – Note di storia del cinema” a cura di Chiara Dionisi, Carmelo Marabello e Cosetta Saba
Invio della proposta entro il 10 ottobre 2024
L’esito della valutazione delle proposte sarà inviato entro il 20 ottobre 2024.
La scadenza per l’invio del saggio è inderogabilmente il 12 gennaio 2025.
Storie e storiografie del cinema italiano: il caso del cinema indipendente (1961-1976) tra “minor history” ed effettività storica
Allo stato attuale delle ricerche, è possibile osservare come da una geografia policentrica (Napoli, Roma, Torino, Genova, Milano, Firenze, Padova) si attivi, attorno agli anni Sessanta, un processo genealogico molteplice riconducibile a pratiche di “cinema indipendente” (Micciché, 1975) che per vie estetiche, politiche e militanti si effettuano e si intensificano tra la fine del decennio e l’inizio di quello successivo, aprendosi anche all’uso sperimentale delle tecnologie videografiche (“L’altro video, incontro sul videotape”, Pesaro, 1973). Nell’articolazione temporale degli anni Sessanta e Settanta, percorsa da rapidi mutamenti politico-culturali, la periodizzazione assume il 1961 quale terminus a quo, in quanto registra in Italia un primo contatto disseminativo delle culture underground del New American Cinema nel contesto del Festival dei due Mondi a Spoleto, e il 1976 quale terminus ad quem, in quanto marca un irreversibile cortocircuito di conflitti sociali e di dissidenze documentati da Alberto Grifi in Festival del proletariato giovanile al Parco Lambro (Milano) e in Gli autoriduttori al Convegno di antipsichiatria (Milano). Il 1976 è anche l’anno della sentenza n. 202 della Corte Costituzionale che sancisce la fine del regime monopolistico della Rai mutando così l’assetto dei media in Italia.
“Cinema indipendente” è un termine composto, un termine “ombrello” assunto qui in riferimento a una pluralità eterogenea di pratiche di film-maker e di artisti/e che, nel periodo considerato, hanno utilizzato il mezzo cinematografico elaborando differenti modi di pensare il cinema e di fare dei film. Questo cinema si ramifica in una pluralità di pratiche – underground, d’avanguardia, sperimentali, artistiche, militanti – evidenziando la crisi dei linguaggi visivi tradizionali e, al contempo, contribuendo alla loro trasformazione. Esso definisce il campo allargato (Krauss, 1978) in cui si rende osservabile come in Italia le traiettorie delle “neoavanguardie” si aggroviglino e si compenetrino nel processo di internazionalizzazione della cultura visuale (Mitchell, 2015), rispetto alla quale gli snodi progettuali e il fare effettivo del CII hanno messo in campo immagini nuove e sensibilità diverse in risposta a urgenze di intervento sul presente. Così, il mezzo cinematografico è strumento di ricerche espressive che assumono caratteri estetici e politici peculiari: i film diversissimi del CII concorrono infatti a evidenziare come nella cultura visuale italiana nel periodo considerato si produca un disaccordarsi delle “immagini” dai modi attraverso i quali esse sino a quel momento avevano enunciato, significato e mostrato. Su questo piano il CII esprime una forte capacità agentiva entrando in modo attivo nei processi storici in atto. Storicamente, questa esperienza ha generato un campo interdisciplinare (tra fotografia, grafica, poesia visiva, arti visive e performative) in intermittente continuità/discontinuità con il contemporaneo nelle pratiche di film-maker e di artisti-e.
Nel complesso, si pone una questione preliminare, rilevante e controversa concernente la definizione dello statuto storiografico del “cinema indipendente italiano” che ci si propone di indagare sulla base di alcune domande:
- in ordine a quali piani discorsivi, secondo quali paradigmi teorici e approcci metodologici le storiografie del cinema hanno registrato la presenza del cinema indipendente italiano?
- quali sono i criteri e il grado di formalizzazione di tale presenza?
- come si sono formati dei punti di congiuntura tra la critica cinematografica e le istanze storiografiche?
- come si sono andate definendo le convenzioni interpretative e le narrazioni attraverso le quali la presenza del cinema indipendente è stata normalizzata progressivamente in “canone”? Si pensi:
– alla tesi della emulazione/ derivazione/filiazione del cinema indipendente italiano dal NAC e dalla Film-makers’ Cooperative
– all’argomento della provenienza o prossimità del CII con il mondo del cinema amatoriale
– al rilievo di una (supposta?) radicalizzazione “autoesclusiva” attuata dalle istanze dei film-maker.
– all’ordine del discorso che ne evidenzia la “marginalità” omettendo di rilevare le molteplici interazioni con l’industria culturale (industria e produzione cinematografica; editoria; RAI; Biennali; Gallerie d’arte)
– alla sottovalutazione dei processi di agentività che si attivano in risposta al processo di internazionalizzazione che in Italia investe la cultura visuale del periodo.
Secondo un approccio teorico-metodologico trasversale, con l’obiettivo di indagare i processi di agentività (Gell 1998; Ingold 2013) e di dissidio (Rancière 1995, 2000, 2008) tatticamente e strategicamente (de Certeau, 1980) messi in campo dalle cinematografie “indipendenti” in un contesto aperto all’internazionalizzazione e alla formazione di una nuova cultura visuale (Mitchell, 2015, 2017; Bartholeyns, 2016; Pinotti, Somaini, 2016; Cometa, 2020), con l’obiettivo di ripensare e riavviare l’indagine storica sul “cinema indipendente italiano” tra gli anni Sessanta e Settanta, le proposte di contributo alla ricerca potranno concentrarsi singolarmente sui o all’incrocio dei seguenti macro temi (pur non limitandosi a essi):
- Trasmissione culturale. Critica delle fonti. Ruolo degli archivi (filmici e non filmici)
- Genealogie. Geografie. Cronologie. Periodizzazioni
- Film (“oggetti teorici”, Damisch 1998) e filmografie (strumenti per la ricerca storica)
- Analisi dei discorsi (I): critica e storiografia (ontologie e quadri epistemici)
- Analisi dei discorsi (II): capacità di autocomprensione storica dei/delle film-maker (intertestualità e costellazioni paratestuali); influenze (Baxandall, 1985)
- Differenti sensibilità nel processo di internazionalizzazione della cultura visiva
- Tra Europa e Nord America: paradigmi del cinema nuovo e disseminazioni del New America Cinema (nac)
- Controculture e istituzionalizzazione delle controculture
- Reti agentive. Relazione tra cinema e storia (pre- e post- ’68)
- Cooperazione ed economie circolari: supporti (transizioni dal cinema al video e viceversa), tecniche/tecnologie (standard e substandard), modalità produttive/distributive, canali di veicolazione
- Contesti di ricezione: festival, rassegne, esposizioni
I framework che interessano la ricerca pertengono alla storia (Koselleck 2004), alla minory history (Herzogenrath 2012), alle storiografie del cinema italiano, alla storia delle immagini (Didi-Huberman 2000), ai memory studies (Erll 2011), all’archeologia dei media (Kittler 1986; Elsaesser 2015, 2016; Huhtamo 2011; Parikka 2011, 2012; Strauven 2013) e alle tecniche culturali mediali (Siegert, 2015).
Le proposte (in italiano o in inglese), della lunghezza approssimativa di 250 parole, dovranno essere inviate entro il 10 ottobre ai seguenti indirizzi e-mail:
chiara.dionisi@uniud.it, cmarabello@iuav.i, cosetta.saba@uniud.it.
I saggi della lunghezza approssimativa di 30.000/40.00 battute (note incluse) potranno essere scritti in italiano, francese o inglese. L’esito della valutazione delle proposte sarà inviato entro il 20 ottobre 2024. La scadenza per l’invio del saggio è inderogabilmente il 12 gennaio 2025.
I saggi saranno sottoposti a procedura di double blind peer review. La pubblicazione del dossier è prevista entro maggio 2025.
Il Dossier monografico rientra nel programma delle attività di studio del progetto PRIN 2022 “A Case of Minor History? Agentività e dissidenze del cinema ‘indipendente’ italiano tra arte, controinformazione, circuiti di fruizione e pratiche del fuori formato (1961-1976)” – Unità di ricerca: Università di Udine, IUAV.
Bibliografia di riferimento
G. Agamben, Che cos’è un dispositivo?, Nottetempo, Roma 2006
F. Andreazza (a cura di), Fare storia del cinema. Metodi, oggetti, temi, Carocci, Roma 2022
A. Aprà, Cinema sperimentale e mezzi di massa in Italia, ricerca per Fondazione Angelo Rizzoli, marzo-giugno1976 parzialmente editata in Cinema, Video Internet. Tecnologie e avanguardia in Italia dal Futurismo alla Net.art, C. Saba (ed), clueb, Bologna 2006, pp. 177-197;
– Id., Fuori norma. La via sperimentale del cinema italiano, Marsilio, Venezia 2012.
M. Bal, Narrative inside out. Louise Bourgeois’ Spider as Theoretical Object, in «Oxford Art Journal», n. 22, 1999
G. Bartholeyns (ed), Pilitiques visuelles, Les Presses du réel, Parigi 2016
A. Bassi, F. Bulegato (a cura di), Un progetto lungo cinquant’anni, Skira, Milano 2017
H. Belting, (2002), Antropologia delle immagini, Carocci, Roma 2013
P. Bertetto, Tutto, tutto in un istante, in Gianni Canova (a cura di), Storia del cinema italiano, 1965-1969, Marsilio, Edizioni Bianco & Nero, Venezia – Roma, 2002
P. Bourdieu, (1992), Le regole dell’arte. Genesi e struttura del campo letterario, Il Saggiatore, Milano 2013
M. Baxandall (1985), Forme dell’intenzione. Sulla spiegazione storica delle opere d’arte, Einaudi, Torino 2000
F. Casetti, L’occhio del Novecento. Cinema, esperienza, modernità, Bompiani, Milano 2005
M. Cometa, Cultura visuale, Raffaello Cortina, Milano 2020
M. de Certeau, (1980), L’invenzione del quotidiano, Edizioni Lavoro, Roma 2009
H. Damisch (1972), Teoria della nuvola. Per una storia della pittura, Costa & Nolan, Genova 1984; Id., L’Origine de la perspective, Flammarion, Paris 1987
H. Damisch, D. Hollier, R. Krauss, H. Foster, A Conversation with Hubert Damisch, in «October», n. 85, 1998
G. Deleuze, (1986), Foucault, Les Editions du Minuit, Paris 2004
G. Deleuze, F. Guattari, Kafka. Pour une littérature mineure, Les Editions du Minuit, Paris 1975
B. Di Marino, Sguardo inconscio azione. Cinema sperimentale e underground a Roma, 1965-1975, Lithos, Roma 1999
G. Didi-Huberman, L’Oeil de l’histoire 1- 5, Editions de Minuit, Parigi 2009-2015
Ph. Dubois, A. Somaini, E. Girgnard (eds), Paolo Gioli. Impressions sauvages, Les Presses du réel, Parigi 2020
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T. Ingold, Making, archeologia, arte e architettura [2013], Raffaello Cortina, Milano 2019
F.A. Kittler, Gramophone Film Typewriter [1986], Stanford University Press, Stanford 1999
R. Koselleck, Futures Past. On the Semantic of Historical Time, Columbia University Press, New York 2004
R. Krauss, La scultura nel campo allargato [1978] in L’originalità dell’avanguardia e altri miti modernisti [1985], Fazi, Roma, 2007, pp. 283-297-
M. Lagny, De l’Histoire du cinéma. Méthode historique et histoire du cinéma, Armand Colin Editeur, Paris 1992
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Ch. Uva, L’immagine politica. Forme del contropotere tra cinema, video e fotografia nell’Italia degli anni settanta, Mimesis, Milano-Udine 2015
F. Zucconi, La sopravvivenza delle immagini nel cinema. Archivio, montaggio, intermedialità,Mimesis, Milano 2013
