Percorsi transdisciplinari tra immagini e immaginario, intorno e oltre Cabiria
Torino, 6-7 febbraio 2025
a cura di Giulia Carluccio e Silvio Alovisio (Università di Torino)
Coordinamento organizzativo e documentazione: Giuseppe Gatti (Università di Torino) Comitato di progetto: Gianluca Cuniberti (Università di Torino), Antonio Pizzo (Università di Torino), Stefania Rimini (Università di Catania)
Convegno internazionale organizzato nell’ambito del progetto Living Cabiria – PNRR Partenariato esteso PE5 CHANGES, Spoke 2 (Creativity And Intangible Cultural Heritage), WP3
Scadenza per la presentazione degli abstract: 20 ottobre 2024
Notifica di accettazione: 27 ottobre 2024
Cabiria (Giovanni Pastrone, Itala Film, 1914) è senza dubbio l’opera più celebre e influente del primo cinema italiano. Non sorprende quindi che da molti decenni il popolare kolossal torinese sia posto al centro di molte ricerche e analisi sia in ambito italiano che internazionale, attente a esplorare il film nella pluralità delle sue componenti: dal gigantismo scenografico alla recitazione, dagli effetti speciali innovativi alla mobilità del punto di vista, dall’uso coreografico delle folle al ruolo della parola dannunziana, dalla rilevanza della musica all’influenza della tradizione iconografica, dalla sua complessa filologia testuale alla sua stratificata ricezione critica e culturale e alla sua contestualizzazione storica, e così via. Nonostante il ‘testo’ Cabiria sia stato oggetto di studio fecondo sotto quasi tutti i suoi aspetti, riteniamo tuttavia che vi sia ancora molto da esplorare in quei territori dell’immaginario (o meglio, degli immaginari) di cui il film si è nutrito e che al tempo stesso ha contribuito ad alimentare e arricchire.
La convinzione che ispira l’idea di questo convegno, quindi, è che sia opportuno lavorare intorno a Cabiria in una prospettiva più aperta e inclusiva, capace di estendere le prospettive della ricerca lungo un arco geo-culturale che non coinvolga solo il film di Pastrone ma anche ciò che lo precede, lo affianca e lo segue.
Il nostro invito a nuove ricerche parte da una concezione di Cabiria non come un sistema chiuso e autosufficiente ma come un “atlante” di immagini che evocano temporalità multiple, un’iconosfera dalla struttura polimorfica, vertiginosa e labirintica ma sempre aperta e inclusiva. In altre parole, l’atlante Cabiria è concepibile come un’avventura dinamica e poliespressiva della visione, la cui peculiare rilevanza risiede proprio nella sua permeabilità culturale, ossia nella sua piena disponibilità ad attraversare un più vasto immaginario culturale che in parte la comprende e in parte la supera. E tutto questo per poi essere a sua volta, nei decenni successivi, attraversata, riconfigurata, riattualizzata, concorrendo così, con il suo lascito visionario, ad alimentare la memoria vitale di un “antico” che non cessa ancora oggi di riconfigurarsi, di confrontarsi e di riattualizzarsi, risvegliando le immagini a nuove forme sensibili di esistenza.
Si tratta, allora, di lavorare alla (ri)costruzione di quella vasta texture di miti e contenuti profondi, di simboli e figure, di credenze e di saperi che ha sostanziato, con tutta la sua complessa rete di relazioni visive, concettuali, culturali, politiche, ecc., l’attualità di quell’ immaginario sempre persistente dell’“antico” di cui Cabiria è singola espressione, certo importante in sé ma sempre interagente con altre immagini e con altre narrazioni, e soprattutto sempre inserita in una polifonia di influenze pregresse e di sorprendenti filiazioni, di palesi o segrete eredità e di incessanti ibridazioni.
Affrontare lo studio degli immaginari culturali che Cabiria attraversa e da cui Cabiria è attraversata significa allora, in primo luogo, accogliere la convinzione che le immagini, nei sistemi dinamici plasmati da tali immaginari, che esse costruiscono tra loro. In secondo luogo, e di conseguenza, la nostra proposta di lavoro sollecita ricerche che siano non solo intertestuali ma anche, e ben più estensivamente, transdisciplinari.
Per incoraggiare le proposte di ricerca a partire da questa idea di esplorazione degli immaginari dell’Antico attraverso e oltre l’atlante Cabiria abbiamo selezionato alcune parole-chiave che addensano figure, dialettiche e suggestioni radicate nelle culture del primo Novecento (ma non solo) e rilanciate dall’immaginario del film. Non si tratta, com’è ovvio, di un censimento con pretese di esaustività ma solo di un invito al viaggio che presenta alcune “stazioni” per possibili approfondimenti, sempre in tensione dialettica tra rappresentazioni immaginarie del mondo antico e modernità.
- CATASTROFI. I disastri naturali (eruzioni vulcaniche, terremoti, alluvioni ecc.) come eventi sconvolgenti che perturbano e problematizzano il rapporto tra uomo, natura e divinità (nel caso di Cabiria: l’eruzione dell’Etna).
- CONFLITTI. La guerra, i suoi teatri (la battaglia campale, l’assedio, lo scontro navale, ecc.) e le sue tecnologie (le armi di distruzione, es. – nel caso di Cabiria – gli specchi ustori di Archimede, le macchine belliche per l’assedio ecc.) tra le rappresentazioni del mondo antico e la modernità della guerra di massa.
- VISIONI. Le rappresentazioni della scena infrapsichica nel mondo antico (sogni, allucinazioni, ricordi, ecc.; nel caso di Cabiria, il sogno di Sofonisba), studiate anche in rapporto all’antica fenomenologia delle apparizioni divine e alla moderna ricerca novecentesca sulle immagini mentali.
- AMBIENTI. Le molteplici strategie di costruzione scenica, nelle rappresentazioni del mondoantico, di un paesaggio “immaginario” della Storia, tra realtà e finzione (nel caso di Cabiria: la tensione a un paesaggio globale che va dall’orizzontalità del deserto alla verticalità delle Alpi, così come l’integrazione tra esterni reali e scenografie ricostruite).
- MOBILITA’. Il contributo del cinema alla dialettica stasi/movimento, intesa come relazione fondamentale per la rappresentazione dell’antico (cfr. naturalmente la corrispondente dialettica apollineo/dionisiaco evidenziata da Warburg). L’importanza del punto di vista che istituisce l’immagine e della sua dinamizzazione (nel caso di Cabiria: la sessantina di movimenti di carrello sperimentati da Pastrone).
- MISTERI. La fascinazione, nelle rappresentazioni del mondo antico, per un immaginario religioso pagano, barbarico, misterico, dionisiaco e sincretico (nel caso di Cabiria: l’adorazione per il dio Moloch e i sacrifici umani).
- IDENTITÀ’. Le rappresentazioni del mondo antico come strategie funzionali a un progetto culturale o più spesso ideologico di costruzione o consolidamento dei processi identitari, in particolare delle comunità nazionali (nel caso di Cabiria: l’Italia come legittima erede di Roma Antica e la riattualizzazione del mito della “quarta sponda”).
- ESOTISMI. La costruzione, nelle rappresentazioni del mondo antico, di un immaginario geografico ed etno-culturale dell’esotico, del lontano, dell’alterità. Influenze e suggestioni dell’orientalismo. Il nesso tra esotismo dell’antico e moderno colonialismo. (nel caso di Cabiria: Maciste come controverso “eroe africano”; il conflitto tra latinità e alterità barbarica di Cartagine).
- CORPI. La centralità comunicativa del corpo, del gesto e dell’espressione. Corpi e relazioni di genere. L’importanza espressiva delle interazioni tra corpo e abito, delle relazioni prossemiche e dei rapporti tra dislocazione/movimento del corpo e spazio scenico. Il corpo come veicolo di iconizzazione archetipica (nel caso di Cabiria, per es. Sofonisba come archetipo della femme fatale).
- ARCHITETTURE.Modellicompositivietecnichedicostruzionedellospazioscenograficonelle rappresentazioni del mondo antico. La dialettica superficie/profondità. Il gusto scenografico per il monumentale (nel caso di Cabiria: il tempio di Moloch e le mura di Cirta). Le architetture d’interno negli spazi pubblici e privati (nel caso di Cabiria, la stanza di Sofonisba a Cartagine o la locanda di Bodastoret).
- SPETTACOLI. Il contributo poliespressivo delle differenti tradizioni spettacolari (circo, teatro, opera lirica, pirotecnica, ecc.) e delle loro reciproche interazioni alle rappresentazioni cinematografiche del mondo antico (nel caso di Cabiria: le influenze dell’opera lirica nella costruzione del dispositivo di visione e nella progettazione delle scenografie).
- NARRAZIONI. Il contributo della parola, del racconto e degli immaginari letterari alla rappresentazione cinematografica del mondo antico. (nel caso di Cabiria: l’influenza dichiarata della parola dannunziana e quella più “segreta” del racconto popolare di avventura).
- ELEMENTI. La rilevanza delle simbologie polisemiche nelle rappresentazioni immaginarie del mondo antico si esprime in particolare, anche se non solo, nella centralità simbolica dei quattro elementi naturali: aria, terra, fuoco, acqua (in Cabiria, per esempio, è molto importante la funzione simbolica dell’acqua e, soprattutto, del fuoco).
- RIMEDIAZIONI. Le diverse forme di rilocazione, rimediazione, re-enactment ed estensione dell’immaginario antico del cinema muto italiano in diverse epoche e contesti socio-mediali (fumetti, media digitali, arti visive e performative, fandom, ecc.) e la loro ricaduta per la ricezione dell’antico nel contesto contemporaneo (ad esempio la rimediazione dell’iconografia mitico-antica di Cabiria in videogiochi, allestimenti scenici, ambienti virtuali, character design, ecc.)
- FIGURE. Le strategie di configurazione della scena visibile: logiche compositive; modelli di stile; relazioni con le culture visive della tradizione e della modernità. La ricerca sulle fonti archeologiche e storico-artistiche (per es., nel caso di Cabiria, l’influenza di Rochegrosse, Blom 2023).
Si invitano studiosi/e e ricercatori/trici di ogni grado e affiliazione a presentare proposte di relazione della durata di 20 minuti in lingua italiana o inglese. Si prega di inviare la proposta (max. 250 parole), accompagnata da una breve biografia, entro il 20 ottobre 2024 all’indirizzo cabiria.atlas@unito.it con oggetto “Paper Proposal”.
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