Le ombre di Eros
Erotismo e passione nel cinema muto italiano
Convegno di studi
Grugliasco (To), Parco Culturale Le Serre / Torino, Università di Torino 26-27 febbraio 2026
Convegno di studi promosso dalla Società Le Serre, Comune di Grugliasco e Associazione Italiana per le Ricerche di Storia del Cinema (ARISC), in collaborazione con l’Università di Torino, il Museo Nazionale del Cinema e il Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale.
Con il patrocinio della Cuc (Consulta universitaria del Cinema) e del CRAD (Centro ricerche attore e divismo)
A cura di Silvio Alovisio (Università di Torino), Giulia Carluccio (Università di Torino), Caterina Taricano (critica cinematografica e programmer), Micaela Veronesi (Università di Torino – Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza).
Affrontare le questioni dell’erotismo e della passione nel cinema significa considerare il sesso non solo e non tanto come oggetto di rappresentazione quanto come aspetto fondamentale di una più estesa dinamica culturale che investe l’identità, l’affettività e la costruzione dell’intimità nell’età moderna e contemporanea (Giddes 1992; Dijkstra, 1998 e 1996; Traub 2016). In questo quadro epistemico, l’erotismo e la sessualità generano in ambito cinematografico sconfinati territori dell’esperienza e dell’immaginario, fondamentali per problematizzare i concetti di corpo, soggettività, genere e desiderio (Foucault, 1976; Butler 1990).
Il convegno Le ombre di Eros si propone di esplorare e interrogare questi territori (filmici, ma non solo). Se non mancano contributi originali sull’erotismo nei vari contesti del cinema muto internazionale (si vedano, per esempio, Kuhn 1988; Brownlow 1990; Bruscolini, Prudenzi, Toffetti 1997; Williams 2008; Horak 2016; Potter, 2019; Anselmo 2023) ancora in larga parte da studiare è invece l’intreccio tra sessualità, passione ed erotismo nel cinema muto italiano. Nel complesso intreccio tra storia, sessualità, pudore ed erotismo dei primi tre decenni del Novecento (per il contesto italiano si vedano Wanrooij, 1990; Sorcinelli 1993 e 2001; Babini, Beccalossi, Riall, 2015), le immagini del cinema muto italiano concorrono a una costruzione discorsiva del sesso attraversata da tensioni profonde: da un lato, l’urgenza di regolamentare e disciplinare attraverso dispositivi morali, medico-scientifici o legislativi l’emergere sempre più diffuso di discorsi sociali legati al desiderio erotico; dall’altro lato, la necessità di mostrare, raccontare e performare la passione amorosa e sessuale in forme sempre più moderne e spettacolari. Il cinema muto italiano si inserisce in questa dinamica come spazio di ambiguità e sperimentazione, capace di elaborare un immaginario erotico segnato, di volta in volta, da eccessi, repressioni, simbolismi, allusioni, travestimenti.
In un cinema ancora privo della parola, la risorsa che esprime meglio la potenza di questo immaginario erotico è prima di tutto, come scrive Gramsci riflettendo sulla diva Lyda Borelli, “il corpo umano nella sua plasticità sempre rinnovantesi” (Gramsci 1917). È una lingua, quella del corpo dinamico ed erotizzato del cinema muto (Auerbach 2007), che si affida all’alfabeto incarnato dei dettagli anatomici, dei gesti, delle pose, delle espressioni, degli sguardi, ma anche degli abiti, delle acconciature e del trucco. A incarnare questa lingua erotizzante del corpo sono state, nel cinema italiano, soprattutto le dive: da Lyda Borelli a Pina Menichelli, da Francesca Bertini a Rina De Liguoro (Jandelli 2019; Mosconi, Faccioli 2022; Jandelli, Tognolotti 2024).
Modalità di partecipazione
Le proposte (max 2000 battute spazi inclusi) accompagnate da bibliografia essenziale di riferimento (max 1000 battute) e da una breve nota bio-bibliografica (max 500 battute) dovranno essere inviate entro il 10 ottobre all’indirizzo: erosmuto2026@gmail.com.
L’esito della valutazione delle proposte sarà inviato entro il 31 ottobre 2025.
Lingua del convegno: italiano
Comitato scientifico
Ivo Blom (Vrije Universiteit, Amsterdam), Paolo Bertetto (Università Roma La Sapienza), Michele Canosa (Università di Bologna), Angela Dalle Vacche (Georgia Institute of Technology), Céline Gailleurd (Université Paris VIII), Cristina Jandelli (Università di Firenze), Alessandro Faccioli (Università di Padova), Denis Lotti (Università di Verona), Giacomo Manzoli (Università di Bologna), Giovanna Maina (Università di Torino), Luca Mazzei (Università di Roma Tor Vergata); Elena Mosconi (Associazione Italiana per le Ricerche di Storia del cinema), Mariapaola Pierini (Università di Torino), Veronica Pravadelli (Università di Roma Tre), Jacqueline Reich (Marist College, New York), Gabriele Rigola (Università di Genova), Stefania Rimini (Università di Catania), Chiara Tognolotti (Università di Pisa), Federico Vitella (Università di Messina).l, 2015), le immagini del cinema muto italiano concorrono a una costruzione discorsiva del sesso attraversata da tensioni profonde: da un lato, l’urgenza di regolamentare e disciplinare attraverso dispositivi morali, medico-scientifici o legislativi l’emergere sempre più diffuso di discorsi sociali legati al desiderio erotico; dall’altro lato, la necessità di mostrare, raccontare e performare la passione amorosa e sessuale in forme sempre più moderne e spettacolari. Il cinema muto italiano si inserisce in questa dinamica come spazio di ambiguità e sperimentazione, capace di elaborare un immaginario erotico segnato, di volta in volta, da eccessi, repressioni, simbolismi, allusioni, travestimenti.
